La caccia al tesoro delle gemelline


Un uomo di 43 anni, ingegnere alla Philip Morris svizzera di Losanna, entra in crisi con la moglie. Hanno due bambine, gemelle, di sei anni. Sono vivaci, allegre, piene di vita. Lui no, da quando la moglie è stata premiata (nel 2009) nella stessa azienda, in qualità di avvocato per il mercato dell’America Latina. E chissà che altro ha minato la fragilità dell’uomo, origini canadesi, trapiantato in Svzzera, sposato con un’italiana. Nell’estate del 2010 le vacanze sono separate ma i rapprti non devono essere tesi al punto da non poter stare con le figlie, visto che il 29 gennaio, sabato, lui le va a prendere a casa e le terrà per il weekend. L’accordo è portarle direttamente a scuola il 31, lunedì. Ma l’uomo è a Marsiglia, sud della Francia, in auto. Dalla città portuale che può raggiungere Spagna, Italia, Corsica e Africa, fa due cose: compra tre passaggi per il traghetto che porta in Corsica, con partenza il 2 febbraio (martedì, unico giorno previsto della settimana) e preleva in tre o quattro bancomat diversi 7.500 euro. La sera del 2 febbraio (martedì) invia un sms alla moglie da Tolone (sulla strada tra Marsiglia e Genova): senza di te non riesco più a vivere. Il 5 febbraio, alle 23, la sua auto senza benzina viene ritrovata a Cerignola, in provincia di Foggia, e il suo corpo sotto un treno Eurostar. Fine della prima storia.
La seconda comincia subito dopo perchè delle gemelline non c’è traccia. A casa sua, in Svizzera, l’uomo aveva lasciato un testamento in cui non era affatto crudele con la moglie (una casa per lei) nè con le bimbe (eredi di tutti i suoi averi) confermando perciò tre cose: primo, che aveva premeditato il suicidio almeno sette giorni prima di compierlo, secondo che non odiava la moglie al punto da farla soffrire per la morte delle figliolette, terzo che le figliolette avrebbero potuto vivere anche senza di lui, visto che le lasciava eredi.
Ma davvero sono andate così le cose?
La caccia al tesoro (le gemelline) di una madre disperata, porta ad Annecy, a Marsiglia, in Corsica e nel Foggiano. Pare studiata passo a passo. Un testamento, passaggi in auto, acquisto biglietti (per tre), prelievo di soldi. E sparizione dei soldi, visto che nelle sue tasche ne sono stati trovati solo 100 di euro. Svizzera, Francia, Corsica, Italia. Perchè percorrere la penisola italiana che a Reggio Calabria finisce se si vuole scappare dopo un crimine (le bambine uccise)? Perchè suicidarsi nel Foggiano, presumendo che si stia avanzando senza meta in una Penisola (che non è la propria terra) che dopo altri 500 chilometri sarebbe finita comunque?
I figli, o si lasciano alla loro madre, o si portano con sè fino alla morte. O si tolgono di mezzo e poi si depista. A casa del padre sono rimasti i seggiolini delle bimbe e i loro vestiti.
Questa mappa della caccia al tesoro sembra ben studiata prima di farsi consegnare le figliolette. Forse da quella casa non è uscito un uomo depresso, ma uno picopatico che doveva attuare solo l’ultima parte del piano diabolico dopo aver già consumato il primo.

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