Uccise con sensi di colpa


I giornali svizzeri, francesi e italiani confondono, volutamente o no, le notizie su Matthias Shepps e le gemelline. Quello che appare un puzzle intricato da decrifare non consente, a noi testimoni a distanza di una tragedia, nemmeno di aiutare a cercare, se qualcosa c’è ancora da cercare. Torna alla mente Irina Lucidi che mostra a Chi l’ha visto gli zainetti delle figlie e i loro pupazzi senza che neppure la voce le si incrini. Oltretutto giovedì sera lei già aveva letto quella lettera: le bambine riposano in pace, non hanno sofferto, non le rivedrai mai più. Già sapeva e nonostante tutto ha deciso di recitare la commedia su consiglio degli investigatori perchè non si sa mai che un marito così folle non si sia inventato anche di aver ucciso le proprie figliolette. Nella sua follia perà Matthias ha compiuto atti logici, ha messo sassolini come Pollicino per farsi trovare e solo per caso non è stato visto da Morge, dove abita in Svizzera, a Marsiglia. Nessuno l’ha fermato perchè aveva due bambine in auto senza seggiolino benchè su questo gli svizzeri e nemmeno i francesi scherzino. Era domenica, non c’era nessun controllo sulle strade? Quando decide di spegnere il cellulare l’uomo non ha più niente da dire, a voce, all’ex moglie. Ma ha molte altre cose da farle sapere e lo farà come Pollicino, mettendo sassolini ovunque. Le certezze di questa bruttissima storia sono poche e sono tante. La prima è che le bambine erano a casa del padre alle 13 del 30 gennaio, la seconda che lui era a Marsiglia il 31 a comprare tre biglietti per andare in Corsica per sè, le figlie e l’auto. A Propiano. A fare che? Ad attraversare l’isola tagliandola in due verso il nord, fino a Bastia, dove aspetterà un altro traghetto per tornare a Tolone, Francia, vicino a Marsiglia. Da qui arriverà dritto in Italia. Non è tornato a Marsiglia con lo stesso traghetto, ma che senso aveva tornare in Francia se aveva programmato di andare in Italia? Dalla Corsica avrebbe potuto aspettare un altro traghetto per l’Italia. Invece no. Segno di tre cose: o doveva cercare la tomba giusta per le bambine tra i rovi di un’isola veramente isolata, o doveva complicare la caccia la tesoro oppure, banalmente, un non saper cosa fare estatamente dopo aver compiuto un delitto tanto atroce certo di avere pochissimo tempo da vivere davanti. L’altra certezza è che l’uomo ha spedito otto lettre all’ex moglie il giorno stesso in cui si è suicidato: 7 contenenti soldi e una con il messaggio che lei si aspettava, quello sulle figlie. Glielo fa sapere per lettera e non per sms come aveva fatto prima, quando ancora era in Francia e si dirigeva verso la morte (per lo meno la sua) . Allora aveva avuto il coraggio di parlarle anche al telefono poi ha chiuso per sempre con la comunicazione verbale e diretta ma non ha chiuso per sempre con la sua ex. La sua ex è ormai solo la madre di due bambine, non è più l’Irina che ha sposato. Stesa frase che dirà lei di lui: non è più l’uomo che ho sposato. Invece sono le stesse persone di prima ma non lo vogliono riconoscere perchè è troppo terribile. Uno dei due ha sensi di colpa o forse entrambi. Non litigano apertamente ma si fanno apertamente dispetti. Lei vuole portare via le bambine a Bruxelles, lui le porta via davvero. Sono piccole merci di scambio per grandi vendette, l’uno contro l’altro. C’è chi tradisce con amanti e lo fa sapere all’altro, chi ha due figlie bellissime e un’arma straordinariamente forte per fare soffrire fino alla morte. Matthias voleva la morte di sua moglie, non c’è dubbio. Ma voleva una morte lenta, un’agonia che si riserva a chi pensi ti abbia fatto un male estremo, cioè a chi in fondo ha generato la tua morte precoce. I gesti di quest’uomo sono paradossalmente strani, controversi e logici insieme. Tranquillo di facciata (i familiari lo descrivono così) e diabolico dentro. Ma non gioca da solo. Gioca con Irina. Le fa trovare il testamento perchè sappia che sta per uccidersi. Lascia tutto alle figlie ma lascia anche aperta la possibilità che muoiano. Aveva già deciso la loro morte o l’ha decisa strada facendo? Voleva solo giocare crudelmente con la ex moglie minacciandole una sofferenza atroce o non era affatto una minaccia, bensì semplicemente la verità da raccontare? E’ sincero con sua moglie? Che coppia erano? Si dicevano tutto? Sembra di sì, perchè a Irina dice effettivamente molte cose che avrebbe potuto tacere, anche se lo fa a rate. Comincia con il testamento lasciato a casa, poi con gli sms stada facendo e infine con le lettere inviate prima di suicidarsi. Spedisce i soldi, regola i conti materiali con lei e anche quelli psicologici. Ma non regola quelli con Dio, cioè la sua coscienza. Le bambine non riposano affatto in pace finchè lui non dirà dove sono. Quindi prima o poi lo sapremo.

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