Le gemelline in fondo al lago di Losanna?


Torno alla mia prima ipotesi (post più sotto), decisamente più istintiva di quella di oggi, a lungo studiata e pensata. Dieci giorni fa avevo pensato che le bambine non fossero mai uscite dalla Svizzera per un semplice dettaglio: i seggiolini per l’auto lasciati in casa. Mettere le cinture di sicurezza così come usare i seggiolini per i bambini, per gli stranieri (svizzeri in particolare) è un atto istintivo e non decisionale, non oscilla perciò a seconda dell’umore. Questo è stato il pirmo motivo che mi ha spinto a credere che Alessia e Livia non avessero viaggiato con lui nemmeno fino in Francia. Poi ho pensato al lago come luogo dove non si ritrovano più i corpi, dove è facile farli scivolare fino al fondo e non vederli neppure riemergere con piccoli accorgimenti..come il metterli dentro una valigia.
Penso che sabato 29 gennaio, quando Shepp ha chiesto al vicino di tenere le bambine per un paio d’ore intendesse uccidersi da solo e cercare il luogo giusto per farlo. Penso che fosse devastato e non volesse mostrare la sua sofferenza alle bambine.
Penso che non riuscisse neppure a stare con loro. Due giorni prima aveva scritto un testamento e cercato il modo per suicidarsi anche violento: arma da fuoco o veleno. Soffriva, e soffriva parecchio. Ha pensato alla Corsica e ha cercato in internet gli orari dei traghetti perchè lui era un uomo di mare che amava il mare e le barche. E le barche a vela. Chi vive una vita sull’acqua, l’acqua la ama e la vede come protettiva e amica. Forse voleva suicidarsi nel mare della Corsica, comprando una piccola barca per andare al largo (spiegherebbe il prelievo dei 7000 euro in un giorno, il massimo possibile).
La domenica 30 gennaio Shepp ha lo stesso problema del sabato e chiede di nuovo al vicino di tenere le bambine. Non è detto che volesse ucciderle (anzi, le affida al vicino…), forse accarezzava l’idea come seconda ipotesi, certamente cercava un luogo dove farlo. Dove? Morges. A Morges ci sono 4 barche in dotazione della società per cui lavorava (così ho letto sui giornali svizzeri tempo fa, spero sia confermato) che sono state tra l’altro controllate. C’è stato certamente un cambio di programma ai suoi piani iniziali (morire) forse semplicemente perchè non ci è riuscito. Infatti va a riprendersi le bambine ma tarda almeno un’ora, ben oltre quella di pranzo metodicamente prevista in Svizzera. E’ alle 13 che la decisione è presa, è definitiva e tremenda: parte da casa come un vulcano lasciando tutto com’è, anche le lasagne nel forno (segnale tipico degli scomparsi che poi vengono trovati suicida). Il suo cellulare è agganciato alla cella di Morges (5 km da casa) alle 15 e 50 quando lui telefona alla ex moglie per dirle che riporterà le bambine a scuola l’indomani e non alle 18 come concordato. Prende tempo per non farsi cercare. Allontana la moglie dai suoi passi che sono ancora lì, così vicini a casa . Davanti al lago di Losanna, così conosciuto, così in pace col mondo. Basta una barca e andare al largo un po’ dove l’acqua è profonda.

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