Il volto di Shepp


La nuova foto di Shepp in auto, mentre paga il pedaggio al casello di Nizza, resa nota oggi, ma che risale al 2 febbraio alle 9 e 13 del mattino, conferma solo quello che ampiamente si sopsettava. E cioè: le bambine sono rimaste in Corsica, o in Svizzera, o nella parte francese che comprende Annecy, Lyon fino a Marsiglia. Già a Marsiglia, le foto che lo ritraggono ai vari bancomat e nel parcheggio lo mostrano solo. Ma è il volto di Shepp a incuriosire nelle immagini. Pare un uomo che stia compiendo un viaggio, un po’ sospettoso ma non teso, nè troppo frettoloso. E infatti sta appunto compiendo un viaggio nei suoi sentimenti, l’ultimo, per andare a morire. Certo, non avevamo mai visto prima d’ora un assassino dei suoi figli comportarsi in modo così normale per tanto tempo (se le ha uccise il 30 gennaio nel primo pomeriggio, nei pressi di Saint Sulpice) ed è proprio questo a fare coltivare le speranze. Leggendolo però in un altro modo, un assassino che poi si suicida ha solo il mente il suo suicidio e nient’altro. Il percorso di Shepp è strano per noi che siamo razionali, soprattutto nella parte che riguarda questo passaggio a Nizza, sbarcando dalla nave che da Bastia porta a Tolone, con una puntata la stessa mattina prestissimo nei pressi di Tolone (all’interno, almeno una trentina di km) per imbucare  una cartolina alla moglie e dirle che è disperato. Certo, tutto appare strano e illogico: poteva imbarcarsi a Bastia e sbarcare a Napoli e da lì continuare per lo stesso percorso della memoria ma che ne sappiamo noi della sua memoria personale? Cosa voleva vedere in Italia? Quanto la voleva assaporare prima di cercarsi un luogo tranquillo e isolato come è la stazione di Cerignola? Anche lì, in attesa del treno giusto, è rimasto almeno un paio d’ore perchè il coraggio è difficile da chiamare a sè, anche in casi come questi dove tutto è già deciso con la mente.

Il volto di Shepp rivela pensieri cupi, doveri da compiere e altri già compiuti. Peccato che il gps sia inservibile e non chiarirà tutti i misteri rimasti, e invece se anche non si trova il registratore non mi pare così importante. Escludo che Shepp abbia detto cosa ne ha fatto delle figliolette per poi distruggere con se stesso quel nastro. Avrà raccontato nel  nastro molte altre cose personali, magari anche delle sue figlie, ma ritengo decisametne improbabile che abbia raccontato a ses stesso il dove. Avrà espresso solo il suo sconforto, così credo.  Se voleva dirlo a qualcuno l’avrebbe fatto inviando una lettera perchè quel registratore era suo, una sorta di alter ego che doveva morire con lui.

In tutta questa storia l’assenza più rilevante è quella dei suoi genitori, ai quali non ha scritto nemmeno una riga, nè nel testamento scritto lasciato a casa, nè in quello ideale inviato solo ad  Irina poco prima di suicidarsi. Per la madre, nel momento peggiore della sua vita, nemmeno una parola nè di accusa nè di richiesta di perdono. Niente di niente. Oltretutto, Shepp ha imbucato le ultime buste, quelle che contengono la confessione sulla sorte delle bambine e una con una parte del denaro reinviato, in una cassetta fuori uso da tempo. Impossibile che non se ne sia accorto. Basta guardare sulla pagina di Facebook dedicata da oltre un anno alla stazione di Cerignola Campagna per protesta dei residenti, le foto di quel luogo lugubre, vuoto e isolato 7 km dal paese. Curioso che chi ha scovato quelle lettere nella cassetta postale, dopo la morte di Shepp, abbia fotografato il suo contenuto dal buco e l’abbia consegnato ai carabineri.

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