L’assoluzione in nome di Elena


Il Procuratore del Tribunale di Teramo non ha riscontrato dolo per la dimenticanza della piccola Elena. Solo sfortunatissime coincidenze fatte di black out iniziale, nel mezzo e forse anche alla fine, se il padre non avesse sentito il rantolo della figlioletta che stava morendo appen a è salito in auto. La moglie l’ha chiamato al telefono per ricordargli di andare a prendere la bimba all’asilo e lui ha detto sì. C’era bisogno di ricordarglielo? Però non è servito a niente. Come non è servito portare un documento in auto a metà mattina (quando forse Elena si sarebbe potuta salvare) per quel strano aiuto interiore che ti fa scattare un piccolo campanello d’allarme e te lo fa suonare sotto forma di documento. Ti ricordi della bambina? Non l’hai lasciata all’asilo… Niente, nemmeno il documento è servito. Così si sono fatti i funerali di Elena, in quattro e quattr’otto, asssolvendo chi nel parcheggio non ha visto niente per 5 ore (i vetri oscurati, quelli che in Italia hanno un numero infinitesimale di persone per sentirsi più sicuri  contro le aggressioni dei delinquenti e il padre di Elena, che era solo un docente universitario, li aveva)  e persino le maestre. Chè neppure loro si sono prese la briga di chiamare casa e chiedere come mai Elena non è venuta, perchè si sa che i bimbi piccoli spesso non vengono portati al nido e non bisogna preoccuparsi troppo. Tutti assolti. Assolti dalla famiglia, autoassolti, assolti dal prete, assolti dal giudice. Poteva capitare a tutti, è stato ripetuto come una tiritera che risuona una scusante per sopravvivere all’irresponsabilità più che al dolore. E’ stato, quello del professore abruzzese,  un black out così selettivo (il lavoro, il documento, la casa, la moglie non sono stati toccati dall’area cerebrale spenta da troppo stress)  che suscita un discreto interesse. Centinaia di migliaia di genitori ogni santo giorno, da che mondo è mondo, fanno migliaia di cose (pensate alle contadine che hanno aiutato il marito nei campi, allevato cucciolate di figli, cucinato per tutta la famiglia e dormito poco per anni)) eppure continuano a proteggere l’unica cosa importante della vita: i figli.

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