Los Roques, il mistero non è mistero


Bruna Bianchi LOS ROQUES (Venezuela) – Rimasti senza carburante. E’ la tragica ipotesi che accomuna due piccoli aerei da turismo scomparsi davanti all’arcipelago di Los Roques: il Britten Norman su cui viaggiava il figlio del magnate della moda Vittorio Missoni e il Trnsaven scomparso nel 2008 nelle stesse acque. Per un totale di 20 persone (12 italiani) inghiottite nel mare dei Caraibi.
La drammatica ricostruzione di quello che potrebbe essere accaduto lo scorso venerdì 4 gennaio, è in un video in 3D creato dal capitano Israel V. Marique S, venezuelano di stanza a Caracas che opera per l’organizzazione Onsa, ong di salvataggio e sicurezza marittima negli spazi acquatici del Venezuela. “Quello che è accaduto al Britten Norman è lo stesso che è accaduto anche al Transaven: entrambi i piloti non avevano più carburante. Ma mentre il Transaven ha tentato l’ammaraggio e ha avvisato la torre di controllo, il pilota del britten ha taciuto l’emergenza”.
Il capitano esperto di soccorsi marittimi in coordinamento con la divisione sicurezza del volo, fa ben più di un’ipotesi, spiegando come sono nati i primi sospetti: “Il pilota Marchan aveva dichiarato a Maiquetia, alla partenza per andare a prelevare i turisti italiani, di avere carburante per tre ore. Lo stesso ha fatto a Los Roques, prima di rientrare a Caracas con i 4 passeggeri italiani. Come poteva avere a disposizione tre ore anche al ritorno se sull’isola non c’è carburante? E’ evidente che ne aveva consumato almeno per 40 minuti del viaggio di andata”.

Perchè non ha lanciato il mayday?
“Un pilota perde la licenza di volo con simili errori”

Però rischiava la morte.
“Potrebbe essersi aggiunto un guasto al segnalatore di carburante che abbia fatto credere di averne a sufficienza”
Perciò il pilota, quando si accorge, a 5000 piedi, che il velivolo sta perdendo quota, si abbassa a 3000 uscendo perciò dalla vista di entrambi i radar di maiquetia e Los Roques e non avverte le torri di controllo sperando di rientrare a Gran Roque con un ammaraggio il più possibile vicino alla barriera corallina?
“La stessa cosa secondo noi è accaduta al Transaven”
A che distanza siamo perciò dalla costa?
“A 10 miglia dalla barriera corallina, cioè 20 dall’aeroporto di Gran Roque”
Come mai tanta certezza?
“Il trasponder. E’ una traccia che l’aereo lascia in giallo: ha smesso di dare segnali a dieci miglia dalla barriera corallina”
La virata a destra, secondo il capitano dell’Onsa, indica il bisogno urgente di avvicinarsi il più possibile alla barriera da poco lasciata alle spalle per tentare l’ammaraggio.
A che profondità ci troviamo in quel punto?
“Circa 800-1000 metri”
Perché è certo che sia rimasto a secco?
“In questo casdo, così come nel 2008, non sono state trovate tracce di carburante sull’acqua: se non c’erano allora come non ci sono oggi è perché i srbatori di entrambi i velivoli erano vuoti”.

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