Rogoredo, gli spacciatori ringraziano

Il tassista davanti alla stazione di Rogoredo, infreddolito e in attesa vana di clienti il 31 dicembre, si lascia andare e racconta. Dopo il servizio della Rai su tutte le reti, il boschetto dello spaccio accanto ai binari della stazione, è meta ambita. Ragazzi che chiedono dov’è, altri che si fanno portare in taxi appositamente dalla stazione Centrale. Aveva fatto scalpore, alle porte di Milano, la decisione della Questura di intervenire con il falcetto e le motoseghe per abbattere alberi e impedire in modo piuttosto deciso, il nascondiglio della droga. Eroina. Lì si compra e ci si buca. Problema risolto?  Macchè. Il tassista indica un’auto parcheggiata, incidentata e bruciata. Al posto di quella, ricorda, prima ce n’era un’altra con spacciatori che dormivano dentro. Cento metri dall’entrata della stazione dove parte Italo per Roma.

Attendo che la nebbia si alzi e mi incammino verso il ponte sopra la ferrovia costeggiando l’unica strada asfaltata. Salgo i gradini della scala di pietra attenta a dove metto i piedi. Mai vista tanta sporcizia in pochi metri. C’è di tutto: vestiti rotti, cartacce, spazzatura, plastica. Non vedo siringhe. La vegetazione è fitta e sotto di me c’è il boschetto ben nascosto alla vista. Salgo fino al ponte: non c’è anima viva. Ridiscendo e provo a proseguire sulla strada. Vedo uno con il turbante, lo seguo. Si volta, mi fermo. Fingo di guardare i binari. Riprende a camminare e io anche. Si volta di nuovo a guardarmi e di colpo si infila a destra. Nel boschetto. Devo rinunciare. La mia collega mi aveva detto sicura: ci sarà polizia. Dove?

Sono stata in area stazione dalle 8 alle 11, ho parlato con i ferrovieri,  ho bevuto un caffè nel bar duecento metri prima del piazzale, ho visto l’arrivo delle auto che parcheggiavano e scendevano persone con trolley, gente per bene che andava a passare il capodanno viaggiando con Italo. I tassisti dicono che ogni tanto la polizia c’è, gira davanti alla stazione e dentro. Io non l’ho vista.  Incontro una signora romena che vive lì vicino e nn so perché deve sfogarsi contro Pisapia e parlare benissimo della Moratti. Parla solo di politica e fa la donna delle pulizie in piazza Cavour, alla palestra. Dice che il quartiere è degradato per colpa di Pisapia, mentre prima era bellissimo con la Moratti. Non so cosa glielo faccia sostenere con così tanta convinzione: l’area stazione è squallida e, prima ancora, venendo da via Toffetti, non vedi altro che muri  bianchi di aziende e camion che arrivano fino all’Ortomercato. La tangenziale si interseca e le auto sopra il cavalcavia che conduce a piazza Corvetto non fanno più caso a quello che vedono dai finestrini. Ma del boschetto della droga che è vecchio di anni, fino all’operazione di polizia in grande stile con telecamere, fotografi e giornalisti, sapevano solo i residenti, i tassisti e i ferrovieri. Bianchi e neri si dividono uno spazio considerato una piazza milanese succulenta che frutta migliaia di euro. rogoredoeolympia-6.jpg